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Il tempio del creato: tutto il creato è tempio di Dio!

Quanti di noi sono mai stati al di fuori di una città, in una campagna, al cospetto del mare, di un lago, di un fiume o di una montagna? Quanti come me hanno passeggiato ore e ore in un bosco in salita e poi, diradatosi il bosco, si sono ritrovati in mezzo a un suggestivo anfiteatro di montagne, vicino a un piccolo lago azzurro?

Quanto è bello il creato! Quanto ci si sente piccoli e vicini a Dio quando si abbandona il regno degli uomini, la città, e ci si immerge nella natura, dove sembra di essere i primi a mettere piede! Si sente il vero silenzio, lontano dai rumori del traffico caotico della città. Un vero silenzio che non è assenza di rumore, ma è il fruscio del vento, il cinguettio degli uccelli, il fragore dell’acqua, il crepitare dei sassi sotto i piedi: un silenzio che ricorda il canto degli angeli! Non c’è più l’acre odore del fumo di gasolio, ma profumo di fiori ed erba, di resina d’abeti: un profumo da paradiso!

Dio non può essere che qui, verrebbe da pensare! Certamente è anche qui, come in ogni altro luogo dell’universo, di quel cielo stellato che si vede tutte le notti serene dalla finestra di un rifugio alpino, lontano dalle forti luci di quel provvisorio mondo umano che ci siamo costruiti pensando di creare qualcosa di bello! Un cielo che commuove mentre si pensa ad altri mondi lontani, ad altre persone lontane che non incontreremo mai, persone con un corpo molto diverso dal nostro, ma che vivono e amano come noi sulla terra e hanno imparato a stargli più vicine, mentre noi di giorno in giorno ce ne allontaniamo sempre di più, al punto da fare preoccupare la nostra Mamma del Cielo, Maria, che viene a suggerirci sempre con più insistenza di seguire la volontà di Dio.

Che pensieri profondi possono scaturire dal cuore di un credente quando si perde nel tempio del creato, nell’abbraccio di un Dio che ha creato un universo bellissimo per condividerlo con la sua creatura più amata: l’uomo fatto a sua immagine e somiglianza! Sicuramente il Signore è anche in una chiesa di mattoni, in una grande cattedrale di pietra, colori e vetrate e musica d’organo, ma non c’è più quel silenzio, quel profumo che emana il tempio del creato, che nessun artista umano sarà mai in grado di riprodurre tali e quali. Preghiamo quindi il Signore nelle chiese, partecipiamo alle celebrazioni eucaristiche, fidiamoci dei sacerdoti, ma sentiamoci sempre immersi in Dio. Non perdiamo mai l’occasione di pregare, di chiedere, di amare, di gioire perché Dio non è solo in Paradiso, dove molti credono di averlo imprigionato per vivere senza di Lui e per farci vivere senza di Lui, ma è anche intorno a noi, ne siamo immersi, anzi Lui è dentro e fuori di noi. Non importa l’ora, non importa il luogo, non importa cosa dire o fare. Affidiamoci al Signore e Lui ci suggerirà cosa dire e cosa fare, luogo e ora.

Dio ci parla, ma spesso non lo ascoltiamo. Ci parla dal nostro cuore, ci parla attraverso la Scrittura, ci parla attraverso il creato, ma spesso il nostro mondo artificiale ci rende superbi e ci illudiamo di vivere senza la sua Parola. Ma la vita è spesso vuota e triste, ce lo rivelano gli atteggiamenti dei ragazzi che non conoscono più Gesù e non sono più in grado di imitarlo, quindi si perdono in falsi miti, lo rivelano i bambini figli di genitori separati che crescono senza padre o senza madre, o che crescono con la madre o il padre diversi dalla persona che li ha concepiti, lo rivelano i bambini mai nati che sollevano minuscoli braccini morti sopra la poltiglia staccata dal grembo della madre come le braccia di Cristo sulla croce.

Immergiamoci allora qualche volta nel tempio del creato, può bastare talvolta anche una piccola fattoria a gestione familiare, che vive ancora secondo il passare delle stagioni e dei cicli lunari, che fanno crescere le piante e maturare i vini così come il Signore ha stabilito, senza nessuna manipolazione umana, ma solo attraverso la saggezza di migliaia di anni di esperienza a tu per tu con il creato, tramandata nei secoli di padre in figlio senza bisogno di studi agronomici ed enologici. Andiamo al mare, possibilmente fuori dai grandi centri balneari, fermiamoci sui moli dei porti di pesca, guardiamo la sapienza dei pescatori che sanno dove e quando pescare, sanno come evitare e affrontare le insidie del mare, e sanno trarre dal mare i suoi preziosi frutti: pesci, crostacei, molluschi. Sentite l’odore del pesce mentre viene scaricato dalle barche: gesti che sono molto simili a dei pescatori di Galilea che hanno incontrato il Signore e, fidandosi di lui, hanno gettato nuovamente le reti, facendolo conoscere nel mondo. Andiamo a passeggiare in montagna, lungo un sentiero nel bosco, saliamo di quota e ammiriamo nei panorami tutto l’amore di Dio. Sentiamo e amiamo l’odore del legno, quello stesso odore che sentiva il giovane Gesù nella bottega di Giuseppe, che imparava a trasformare il tronco in mobili e arnesi da lavoro, quello stesso odore che immagino sentisse Stradivari mentre sceglieva il legno per i suoi preziosi strumenti, dei quali tutt’oggi nessuna macchina è riuscita a imitare il suono. Segno della perfezione della natura e della saggezza che nei secoli ha imparato a conoscere la sua perfezione per trasformarla in cose altrettanto perfette.

Nessuno nega che negli ultimi due secoli le persone vivano più a lungo, che la medicina abbia trovato il modo di combattere molte malattie, che la chimica abbia trovato il modo di ridurre la probabilità delle carestie, che le nostre case siano calde d’inverno e fresche d’estate, che le automobili ci possano portare lontano, che meno persone facciano fatica nel lavoro rispetto a prima, che ci sia sempre buon cibo nei frigoriferi e nelle dispense, ecc…, ma non dimentichiamoci mai del Tempio del Creato, perché ci suggerirà sempre dove sta Dio!

Luca Andreetta