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Giovani, Profeti della Chiesa del Terzo Millennio; saper dimostrare la propria fede anche dopo i quattordici anni, anche dopo i vent'anni (Testimoni di Speranza, Sentinelle del Mattino, ecc.)

Eccoci arrivati al primo appuntamento di "Dice il saggio.". Questa rubrica si comporrà di nove articoli, uno al mese, di riflessioni legate a tematiche cristiane.

Mi presento. Mi chiamo Luca, ho 32 anni, e frequento il Patronato da almeno vent'anni. Voglio precisare che quanto sarà scritto in questa rubrica è solo una mia personale opinione che scrivo sotto la mia responsabilità e sono disponibile al dialogo e al confronto con i lettori attraverso la casella di posta elettronica del Patronato.

Durante la mia crescita, nonostante periodi di agnosticismo, ho sempre riflettuto su cosa volesse dire per me essere cristiano, ma il cammino per trovare una risposta è stato molto lungo. Dai diciotto ai trent'anni, e ancora adesso, una mia particolare situazione di vita mi ha sempre più portato alla convinzione che l'amore sia il valore fondamentale dell'essere cristiani, senza il quale la stessa parola "cristiano" perde ogni significato. Non mi posso sbagliare affermando, infatti, che la vita cristiana deve essere imperniata sull'amore, e in modo speciale sull'amore cristiano, di cui parla il Vangelo. In poche parole, tutto quello che i Padri mi hanno insegnato in questi anni, è complementare all'amore cristiano e in sua mancanza tutto diventa inutile, un castello di carte che crolla al primo soffio di vento.

L'amore cristiano innanzitutto è una relazione continua con le persone, se non c'è relazione, se ogni persona sta chiusa nel suo guscio, se ogni persona vede l'altro in modo meramente utilitaristico (quella persona mi serve in funzione di quanto mi può offrire) non può esserci. Solo se c'è dialogo aperto e sincero tra le persone, senza pregiudizi, né diffidenze, né comportamenti di convenienza, c'è amore cristiano.

Questo non va imposto con norme morali, ma nasce dalle necessità primarie di ogni persona in quanto tale, infatti, siamo stati creati come siamo per avere l'opportunità di esprimere l'amore cristiano. Era già stato tutto previsto dal Padre al momento della Creazione, non avrebbe potuto, infatti, crearci diversamente da come siamo, proprio perché voleva renderci capaci di offrire e ricevere l'amore cristiano.

Ma cos'è questo amore? Rendiamolo più concreto! Potremmo spiegare il concetto con la frase evangelica "Avevo fame e mi avete dato da mangiare.", intendendo il termine "fame" con il significato più ampio possibile.

Ma come riuscire a offrire sempre l'amore cristiano nonostante le difficoltà della vita e le tentazioni del mondo? Qui sta il nostro essere cristiani! La fede è in continua crescita e maturazioni. Da bambini si ama Dio senza troppe domande o pretese, però più si cresce il nostro istinto ci spinge a farci domande e desideriamo conoscere e capire via via sempre di più. Non tutto è facile, anzi le difficoltà aumentano, dobbiamo cavarcela da sori e cercare di far fronte alle nostre perplessità e paure. Quando siamo adulti, la necessità di sopravvivenza ci spinge spesso a compromessi che annullano la nostra dignità umana e ci fanno tradire la nostra fede. A cosa serve questo discorso?

In questi anni bui, nei quali le certezze su cui siamo stati educati, pian piano stanno mostrando il loro fallimento. L'illusione di avere creato una civiltà egualitaria e di benessere fondata sulle leggi di mercato mantenendo latente il bisogno del Signore, sta pian piano svanendo di fronte alla crisi economica, alla speculazione dei mercati, alla globalizzazione dell'economia e alla visione meramente utilitaristica e consumistica della persona. Di fronte a questo cosa possiamo fare? Di sicuro le ricette di politici ed economisti potranno tamponare e rallentare lo svolgersi degli eventi, ma non potranno evitare l'inevitabile. Solo l'amore cristiano può salvarci dalla catastrofe della nostra civiltà! Riscoprirci cristiani e cercare di esserlo veramente in ogni attimo della nostra vita può risollevare la situazione! Quanto detto, in prima lettura, può sembrare comunismo, ma questo in realtà è cristianesimo! Solo così la nostra civiltà si potrà salvare dalla sua disgregazione, da un mondo di ricchi che non riusciranno più a essere più ricchi perché avranno tolto anche l'ultima goccia di sangue e di dignità all'umanità e da un mondo di poveri senza più alcuna dignità e sempre più miserabili senza speranza di redenzione se non nella Vita Eterna perché non avranno più nessuna possibilità di uscire dalla loro miseria.

Ecco quindi che tutti i cristiani e soprattutto i giovani hanno davanti a sé un compito importante: imparare a dimostrare in ogni momento e per tutta la vita di essere cristiani, accettando anche le incomprensioni e le emarginazioni che questo comporta, perché non avverranno invano, perché con l'andare del tempo saranno sempre di più una dimostrazione e una lezione per tutti gli altri! Ecco allora il significato di "Testimoni della Speranza" e "Sentinelle del Mattino": è necessario che tutti i cristiani e soprattutto i giovani si facciano Profeti nella Chiesa del Terzo Millennio, cioè pronti a dimostrare ogni giorno la propria fede "senza se e senza ma". Siamo pronti a fare questo?

Luca Andreetta