Congregazione «Figli della Carità»


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Dalla fondazione al 1925

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Dalla fondazione al 1925


Il 23 maggio del 1831, a Venezia, in due casette attigue al convento di Santa Lucia (dove vivevano le Figlie della Carità), il sacerdote veneziano don Francesco Luzzo, scelto da Maddalena per dare avvio alla Congregazione dei Figli della Carità, apre il primo Oratorio cittadino per l'educazione religiosa e civile dei figli del popolo.

Nel settembre dello stesso anno Papa Gregorio XVI, saputa la notizia dell'apertura dell'Oratorio, scrisse alla Canossa compiacendosi dell'istituzione e inviandole un Breve di lode.Nel 1833 si aggiunsero a don Luzzo due laici bergamaschi, Giuseppe Carsana (nato a Carenno nel 1790) e Benedetto Belloni, i quali portarono avanti l'opera dopo che Luzzo entrò tra i Carmelitani Scalzi di Treviso.

Nel 1844, dopo che il governo austriaco impose lo sgombero totale del quartiere di Santa Lucia per l'erigenda stazione ferroviaria di Venezia, Carsana e Belloni si trasferirono nel decadente convento dei Francescani presso la Chiesa di San Giobbe, nello stesso sestiere di Cannaregio.

Nel 1860, grazie all'interessamento del Patriarca Angelo Ramazzotti, i Figli della Carità vestirono l'abito religioso e nel 1897 il Patriarca Giuseppe Sarto fece scrivere per loro e approvò la Regola. L'Istituto rimase per circa un secolo ridotto a due o tre membri.

Nel 1923 Fra Giovanni Zuccolo, constatata l'impossibilità di continuare, rimise l'opera nelle mani del cardinale di Venezia Pietro La Fontaine, il quale propose al sacerdote veronese don Giovanni Calabria di inglobare l'Oratorio dei Figli della Carità nel suo Istituto.

Don Calabria rifiutò intravedendo per i Canossiani un possibile sviluppo.

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