Diario a cura p. Fabio
LETTERE DI DON LIBERA A MADDALENA DI CANOSSA
prime ricerche vocazionale
Maddalena ebbe fin dai primi anni un contatto duro con la vita nonostante l'agiatezza e l'educazione nobiliare. A 15 anni è già duramente provata dal dolore e dalla malattia. A queste più dure esperienze della vita essa fa risalire la prima idea di consacrazione totale:
«Sino da cinque anni ho avuto vocazione di farmi monaca, ma senza particolarità di Religione, sempre per altro ho avuto genio per una Religione ristretta. Di quattordici, in quindici anni pensava di cambiare idea, cioè il mondo m'allettava, l'educazione, che mi veniva data, era più propria ad ispirarmi altre idee che a coltivare il pensieri di Religione; ma mi venne una febbre maligna, che in sette giorni si trattava di seppellirmi, riavuta alquanto da questa malattia si rinnovarono i primi sentimenti, e le antiche risoluzioni, tacqui per allora con tutti (…)».
Il tentativo di realizzare questa sua vocazione tra le carmelitane non ebbe buon esito, per motivi che a noi restano sconosciuti, ma è certo che c'è qualcosa in questa vita monacale che non soddisfa completamente il suo animo.
«Finalmente risoluta essendo di farsi monaca Carmelitana Scalza, ed essendo passata in quel Monastero benché per una semplice Visita le sembrava di essere entrata nel Paradiso. Ma oltre l'orrore che sempre aveva avuto alla Clausura, e che già era disposta a superare a costo anche della vita, nei tre giorni che si fermò in quel Monastero si sentiva internamente sempre rappresentare che in quel Luogo avrebbe bensì santificato se stessa, ma non avrebbe potuto impedir peccati, né giovare alla salute dell'anime, cosa che essa cercava di scacciare come una tentazione sapendo di non aver mai fatto niente che andasse bene. Partì dunque, risolutissima di ritornar per vestire l'abito, ma Dio con mezzo impreveduto gliene tagliò la strada; e si trovò costretta ad abbandonare quella vocazione».
E' facile per noi oggi vedere qui i segni di una vocazione diversa alla vita attiva, ma molto duro e difficile fu allora per Maddalena capire dove la volontà di Dio la volesse condurre, in un periodo in cui in Italia esistevano solo monasteri femminili di vita contemplativa.
direzione spirituale di don Luigi Libera
D. Luigi Libera dal 1792 al 1800 la condurrà verso una grande maturazione spirituale e umana proprio negli anni più importanti della sua giovinezza. Questa fase della sua vita si può definire il periodo della sua formazione per la intensa ricerca vocazionale e perché in questo tempo si delineano gran parte delle caratteristiche essenziali della sua fisionomia spirituale.
DIRETTORE SPIRITUALE
Determinante è la figura di questo sacerdote non solo per il cammino spirituale di Maddalena, ma anche per la sua formazione umana in questo periodo che va dai 18 ai 25 anni.Libera è la tipica figura del direttore spirituale prevista e definita da S.Francesco di Sales dal quale attinge a piene mani anche la spiritualità. difficile momento che la giovane marchesa sta attraversando dopo i fallimenti vocazionali, costretta a rimanere nel suo palazzo per seguire la servitù e guidare i fratelli, piena di incertezze e di dubbi, corrosa da sensi di colpa e da scrupoli, Maddalena ha proprio bisogno di un direttore con queste caratteristiche:
Grande senso di “paternità” affettuosa e rispettosa, “mia cara figlia”, con cui l'accompagna nei dialoghi personali e con lettere confidenziali. à di lasciare completamente libera la figlia spirituale nelle decisioni importanti della vita, accompagnandola nell'analisi dei motivi fino alla decisione, ma senza mai precederla con suoi giudizi o opinioni.deciso e fermo sia nelle decisioni già prese, come nelle incertezze e dubbi soprattutto se legati agli scrupoli. In questo tipo di malattia psico-spirituale anche gli specialisti ritengono fondamentale il contemperare l'atteggiamento paterno e comprensivo con la fermezza decisionale. In alcuni casi D. Libera arriva a chiedere la disponibilità all'obbedienza come interprete della volontà di Dio. Caratteristico questo esempio evangelico riportato in una lettera.
“No, e poi no che il Signore non è punto in disgusto con essa lei; se pure non è un pochetto amareggiato per le sue diffidenza e ritrosie; e diciamo ancora un altra parolina, e per la poca sommissione del suo intelletto a quanto li ho detto. Sino che Pietro si conservò pieno di fede e di confidenza camminava sopra l'acqua come sopra di un fermo e sodo terreno; ma non si tosto al soffio di un po' di vento, si raffreddò nella fiducia, principiò a sommergersi, e si sarebbe annegato se Gesù non li stendeva la mano. Marchesina, se Iddio li dona fede nella mia miserabile persona, li dico e l'impegno l'anima mia, che camminiamo bene, e che Dio è con lei.”
SCELTA VOCAZIONALE
La vocazione di Maddalena è il nodo essenziale da sciogliere e tutta la tensione spirituale del periodo è quindi protesa alla scoperta della volontà di Dio ricercata attraverso la Parola e la preghiera, le mozioni interiori e gli avvenimenti esterni.lettere di don Libera sono illuminanti per conoscere la straordinaria abilità educativa di questo sacerdote che dopo averla distolta con sicurezza dal progetto carmelitano, la dirige tra le mille incertezze di carattere e gli scrupoli. Soprattutto meraviglia in questo direttore la straordinaria capacità di lasciar libera Maddalena nella sua scelta senza mai prevenirla e determinarla minimamente.
«Il Direttore non ha alcun dritto a determinare la figlia spirituale a prendere più tosto uno stato che l'altro; ma solo consigliarla più ad uno che all'altro sempre con riflesso a quelle inclinazioni, a cui vede piegare il cuore mosso dalla grazia e ispirazione del Signore. (…) Ancor lo stato matrimoniale è una disposizione del Signore, è uno stato di santità per chi sa vivervi santamente (…). Abbiamo preso un anno di tempo a risolvere della nostra vocazione per lo stato religioso o secolare; ma non per questo abbiamo preso un anno di tempo per maritarsi. Una, che risolva per lo stato secolare, non per questo abbiamo da supporre che abbia risolto per il Matrimonio; massimamente se una si fatta risoluzione non è capricciosa, ma regolata dall'amor alla Volontà di Dio».
Tenuta così in bilico tra la vita religiosa allora necessariamente contemplativa e lo stato matrimoniale ci si può chiedere se don Libera non prevedesse per Maddalena una terza via. Mai però il sacerdote si permise minimamente di prevenirla. prima educazione all'obbedienza, soprattutto per un laico, ma anche per il consacrato, è aiutare la persona a scoprire con disponibilità interiore la volontà di Dio attraverso l'ascolto della parola e l'attenzione a segni dei tempi. A questo educa la figlia spirituale.questo tempo infatti Maddalena si apre, attraverso forti esperienze spirituali, alla rivelazione del suo carisma, dono dello Spirito Santo che opera in lei, le svela non cosa fare, ma chi essere: la sua identità spirituale.dopo parecchi anni, gli ultimi della sua direzione, appena Maddalena timidamente farà cenno ad un suo progetto di fondazione, egli sarà straordinariamente pronto a cogliere il disegno di Dio e le comanderà subito di attendere solo a quel progetto.
ALLA PREGHIERA
D. Libera orienta la ricerca costante della volontà di Dio, particolarmente in prospettiva vocazionale, privilegiando la via della preghiera. Con una vita ritirata e mortificata , ma curando molto tutte le qualità umane di relazione don Libera la conduce alla vera “devozione” caratteristica dell'ascesi e della mistica di S. Francesco di Sales. Pochissimi gli accenni alle devozioni e alle pratiche particolari, l'insistenza più grande riguarda Maria SS.ma; l'educazione alla preghiera in don Libera meraviglia per sodezza e semplicità. E' tutta ordinata ad un'intimità di amore ed è centralizzata nell'eucaristia.'orazione deve esprimersi nella libertà dello Spirito. Non condizionata dal luogo, non preoccupata di perdere tempo, né del domani, senza dare troppa importanza ai metodi, l'orazione deve esprimersi liberamente nella semplicità del cuore e suggerisce:
«non aver paura d'ogni moscerino. (...) vorrei pure che si persuadesse intieramente, che Dio fa conto del cuore più che della testa!»
Fin dall'inizio appare con chiarezza la sua intenzione di condurla ad una preghiera di amore puro, alla preghiera contemplativa, di questa dà in una lettera una meravigliosa definizione:
«Per altro ogni qual volta si senta attratta di starsene alla presenza di Dio senza pensare a cosa alcuna, lo faccia pure, senza dar la minima retta al timor di perdere tempo, e di farlo per poltroneria. Questa la mia Figlia è una suggestion del Demonio per divertir il nostro spirito da un'orazione la più utilissima che mai possiamo praticare, poiché questa opera più Dio che noi; e perciò essendo l'Agente sì grande, apparisse chiaramente che più preziosa la si deve reputare».
“L'amore è estatico” diceva S. Francesco di Sales e Maddalena non tarderà ad aprire l'animo a questa intimità con Dio. A 19 anni già muove i primi passi sulla via della mistica.
«Oh! Dio! E come non li posso approvare quel raccoglimento tacito e quieto, ch'è tanto tempo che desidero vederlo. Quando viene da Dio, voglio dire ogni qual volta viene da Dio messa in questo dolce riposo, vi stii pure, senza punto curarsi di non intender cosa alcuna, ne dar retta a qualche timore che li si destasse di perder tempo; perche la mia Figlia non vi è tempo più ben impiegato di questo; e l'anima si fortifica più in mezz'ora di questa secreta orazione, che in più ore dell'altra».
Questa preghiera assume un'importanza tutta particolare nel cammino di formazione di Maddalena. Attraverso questa educazione all'ascolto il suo animo è abilitato ad accogliere Dio, quel “Dio solo” che diventa il polo attrattivo del suo amore. Non passeranno infatti molti mesi prima che Dio cominci a rivelare al suo cuore quelle esperienze interiori che la porteranno a definire le caratteristiche del suo carisma. Sono cinque esperienze mistiche che la introducono a quell'amore operativo, misericordioso e universale che la spingeranno ad operare solo per la Gloria di Dio e ad incentrare tutta la sua vita nell'Amore Crocifisso, “Inspice et fac” fulcro e fonte della preghiera e dell'azione
Seguendo le lettere del direttore si può notare un progressivo sviluppo di una spiritualità della vita attiva. Tutto però deve condurre ad una vita mistica segnata dall'amore. “le malattie sono visite amorose del Signore”e visto che la sottrae dalle divagazioni del carnevale, pare “che si diporta d'amante un po' gelosetto”.
“Dio è carità, dice il diletto discepolo, e chi vive e opera in carità e con carità, vive in Dio e vive con Dio. L'assistere alli infermi, consolarli, ed alleggerire i loro fastidi è un opera di carità; procuriamo ancor in quest'esercizio, che più prevalga l'amor verso Dio, che l'affetto del sangue: intendiamo d'assistere a Gesù Cristo: giacche Egli non isdegna di riconoscere fatto per Lui ciò che facciamo per amore di Lui verso li poveri infermi”.
Si scopre qui la singolare suggestione dell'educazione del sacerdote veronese: preparare una contemplativa per la vita attiva. La stessa lettera riassume bene l'ideale del Libera: «Sarebbe di gran gloria al Signore e di gran vantaggio all' anime se ella vivesse nel mezzo del secolo col cuore da scalza».
FORMAZIONE EUCARISTICA
Uno degli aspetti caratteristici della direzione di D. Libera ispirata dal Sales è certamente la centralità eucaristica della vera devozione. Già prima lettera l'orienta verso questa presenza.
“Mi sono dimenticato di suggerirli, di far cinque visite al giorno al Santissimo Sacramento con questa condizione però: Che ogni qual volta si porta in Chiesa per la santa Comunione potrà farne due: una subito entratta, l'altra pria di uscirne: una le sera (…) quando li sia possibile il farlo.
Forse per noi oggi fa meraviglia l'insistenza di D. Libera per la comunione frequente. In quel periodo il forte l'influsso Giansenista portava ad un rigorismo religioso per cui era diventata rara la comunione eucaristica, molto spesso neppure per i religiosi era quotidiana.
“Oh quanto mi sono dispiacenti quelle espressioni, con cui dice, che andando alla santissima Comunione li par sempre di fare dei sacrilegi, ah un cuor cosi ristretto e timido non è atto a cose grandi per il suo Dio!”
“La sua lettera mi è stata graditissima per ogni conto; e specialmente per la frequenza della santissima Comunione, che vorei, che il Signore ci dasse l'opportunità di poterla fare sempre frequentissimamente, e lodo ed approvo che in questa novena sia quotidiana.”
“La santa Comunione la frequenti pure ogni giorno che sono contentissimo. Desidero al sommo, che pratichi con il suo divino Sposo in umile e generosa confidenza.”
Guardando di seguito questi brani scelti da lettere con data progressiva è facile notare la continuità educativa del Direttore nei riguardi della comunione eucaristica fino a condurre Maddalena a ricevere quotidianamente l'Eucaristia.è anche questa una delle grandi conquiste del Direttore dello spirito che ha educato Maddalena per le vie dell'amore. Certo è ancora lontana dalla maturità della Fondatrice che ha incentrato tutta la sua vita e la sua opera nell'amore di Cristo Crocifisso, ma lui l'ha portata fino all'inizio di questa nuova via che il Signore andava tracciando per lei. parlando e considerando il disegno di Dio non possiamo pensare alla Marchesa di Canossa fondatrice e santa senza l'apporto fondamentale del suo direttore spirituale D. Luigi Libera e senza le sue lettere fatichiamo a capire il cammino da lei compiuto per scoprire il carisma e maturare la sua spiritualità. È lui lo sconosciuto sacerdote secolare veronese che un grande conoscitore degli scritti di Maddalena, il P. Tarcisio Piccari non ha esitato a definire: “Padre spirituale della grande idea Canossiana”.