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da "IL FOGLIETTO" ANNO 77 - N.2-3 - Aprile-Settembre 2008
India - Vasai-Rajawali
ASHADEEP
(Luce di Speranza)
Il primo ad arrivare è stato Selvin, e dopo qualche giorno sono arrivati anche gli altri: Ganesh, Vishald, Manoj, Vicky, Nilesh, Sandeep, Mukesh, Suraj, Rahul, ecc. Giusto in tempo per iniziare l'anno scolastico, che qui in India parte a metà giugno. Sono i nostri venti piccoli ospiti del convitto che abbiamo aperto proprio quest'anno nel villaggio di Rajawali in Vasai.
È un importante traguardo che abbiamo raggiunto: sono passati quasi 13 anni dall'approdo dei Padri Canossiani in terra indiana. Fin dall'inizio si è cercato di individuare un'opera o un'attività che andasse incontro alle esigenze del luogo e che nello stesso tempo potesse esprimere significativamente la nostra presenza. Si è progettato di costruire una casa di accoglienza per bambini poveri. Ma i tempi della sua realizzazione si sono rivelati molto più lunghi del previsto. E finalmente, a maggio ci è stata consegnata e il mese successivo abbiamo dato inizio all'attività di accoglienza dei bambini.
Sono tutti in età scolare, dagli 8 ai 14 anni. Frequentano la scuola del villaggio, dalla Terza alla Settima classe. Sono quasi tutti orfani, o del papà o della mamma, qualcuno addirittura di entrambi i genitori. Il nostro primo scopo è quello di aiutarli nello studio. In India il problema scolastico è molto sentito, perché istruzione significa emancipazione innanzitutto dalla povertà. Non sempre però ci sono le condizioni perché i bambini possano avere un'adeguata formazione scolastica. E allora quest'opera vuole essere una piccola luce di speranza (ASHADEEP - in lingua Hindi) per il futuro di questi ragazzi.
E così la loro giornata è impegnata soprattutto nella scuola e nello studio. Si alzano alle sei del mattino, colazione, pulizie, studio. Alle 10 partono per andare a scuola (20 minuti a piedi). Alle 17.30 sono di ritorno da scuola. Li attende il tè e un momento di gioco. Un'ora di studio prima di cena, che è alle 19.30. Un po' di svago (la TV il sabato e la domenica) e un'altra ora di studio prima di andare a letto. E alle 22 si spengono le luci, sperando che si addormentino presto ...
Ora noi, Padri Canossiani di Vasai, condividiamo la vita con questi bambini. Cerchiamo di essere attenti alle loro esigenze, di aiutarli a superare le loro difficoltà, di sostenerli e stimolarli nello studio. E sì, perché anche loro preferirebbero giocare a calcio o a cricket (lo sport nazionale dell'India) piuttosto che stare sui libri. All'inizio hanno dovuto superare qualche problema di adattamento. Qualcuno ha persino pensato - e messo in atto - di scappare da scuola: e uno se n'è andato a casa dai suoi, ma poi è tornato; e un altro è stato preso dalla polizia, mentre in centro a Vasai chiedeva dove fosse la stazione, probabilmente voleva farsi una gita e conoscere un po' di mondo.
Sono episodi che ci mettono in preoccupazione, ma una volta risolti ci fanno sorridere. E così per tanti altri momenti di vita: ci preoccupiamo quando un bambino non sta bene ed ha la febbre o una brutta tosse. E qualche volta occorre rivolgersi al medico. Ma sorridiamo quando si fingono malati per non andare a studiare e andare a letto prima.
È nostro dovere, e non smetteremo mai di farlo, ringraziare i tanti benefattori che con il loro aiuto ci hanno consentito di portare a compimento quest'opera, in particolare i Padri e gli amici di Lavis (TN). Un ringraziamento anche ai benefattori che ci sostengono ora nelle necessità quotidiane, attraverso il sistema delle Adozioni a distanza e con altre numerose offerte. È la Provvidenza divina che si manifesta attraverso loro. Voglia il Signore ricompensarli e colmarli delle sue benedizioni.
P.Vitthal e P.Pierantonio
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 I piccoli ospiti della comunità di Rajawali
 P. Vitthal tiene lezione ai suoi ragazzi
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