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da "IL FOGLIETTO" ANNO 77 - N.4 - Ottobre-Dicembre 2008
OUR HONEYMOON
IL NOSTRO VIAGGIO DI NOZZE
Nelle Filippine dal 24/09/08 AL 08/10/08
Prima del nostro matrimonio tutti ci chiedevano quale sarebbe stata la destinazione per il viaggio di nozze e quando rispondevamo "Manila-Filippine", la gente rimaneva stupita, senza parole ma non perché si trattava di una meta "da sogno" (tipo Caraibi, Maldive etc.) ma solo per ignoranza. Infatti, in Italia, le Filippine non sono un paese conosciuto.
Quasi nessuno è al corrente della povertà che regna nella maggior parte del territorio. Sinceramente anche noi ignoravamo tutto ciò ma dopo il racconto davvero toccante di nostro compare Davide Bittante, recatosi a Tondo a inizio anno, abbiamo appreso di una realtà sicuramente molto diversa da quella del nostro paese.
E da qui è nata l'idea di sfruttare la nostra luna di miele per fare un'esperienza diversa. Non volevamo "sprecare" 15 giorni in qualche posto turistico proposto da una qualsiasi agenzia, ma utilizzarli per fare qualcosa di buono.
Ecco che, contattato lo zio di Davide, p. Carlo Bittante, e avuto il suo "via libera", abbiamo comprato i biglietti andata e ritorno, senza sapere effettivamente cosa avremmo fatto o cosa avremmo visto. Prima di partire comunque ci siamo un po' documentati sia tramite le foto scattate da Davide durante la sua permanenza che con dei filmati in un DVD che riprendevano la vita e la povertà di quei luoghi.
Tutto ciò non ci ha fatto prendere paura anzi ci ha spinto maggiormente nella nostra scelta e in più l'appoggio e la disponibilità dimostrati da padre Carlo, che non smetteremo mai di ringraziare, ci facevano riconoscere che quella era la decisione giusta e che sicuramente eravamo in buone mani.
Arrivati a Manila e percorrendo la strada verso Tondo vedevamo lo scenario cambiare di metro in metro: si passava dal grande traffico della città con annessi grattacieli e centri commerciali (che facevano sembrare Manila una città come tutte le altre) alla marea di baracche, chiamate case, ai grovigli di fili elettrici, alla gente che si lavava per strada, ai bambini scalzi e spesso nudi che giocavano a lato della strada, dove camion, taxi, biciclette, automobili e gente a piedi, s'intrecciavano in un via vai per noi insolito.
Che dire?... abbiamo avuto una sensazione forte. Non potevamo fare a meno di restare attenti ed osservare tutti questi scenari.
Ci sembrava di essere stati risucchiati dentro ad uno di quei documentari che propinano la sera in TV, ci sentivamo confusi e sbalorditi, sentivamo un distacco enorme tra il nostro mondo e quello in cui ci trovavamo.
Giorno dopo giorno ci siamo adattati e abituati a tutta quella gente che incontravamo per strada, che osservava i nostri lineamenti occidentali, che ci salutava e sorrideva. E camminando tra i vicoli di Tondo, tra formicai di persone a piedi e in "tricycle", campi di gioco di bambini, mercatini mobili o ristoranti improvvisati, ci siamo sentiti le persone più ben accolte della Terra.
Non ci siamo mai trovati davanti a persone che ci chiedevano la carità o qualcosa di simile ma solo di fronte a volti felici e sempre pronti a scambiare qualche parola.
Alcuni giorni dopo, con padre Carlo, siamo andati ad "Aroma" o Smoking mountain e li abbiamo visto situazioni ben più gravi. Abbiamo respirato per poco più di un ora l'aria intrisa di fumo delle carbonaie, abbiamo camminato sulla melma e sopra i rifiuti, tra centinaia di baracche fatte di lamiere e cartone costruite sopra una montagna fumante di spazzatura, senza acqua ne corrente elettrica, accarezzato bambini sporchi, vestiti di stracci, in uno scenario raccapricciante.
È stato imbarazzante scattare le prime foto perché provavamo pena per quelle persone, credevamo di umiliarle ancora di più e invece con nostro grande stupore abbiamo scoperto che non era così. Appena puntavamo l'obiettivo della macchina fotografica su qualche bambino, subito ne arrivavano degli altri, tutti sorridenti e divertiti che si mettevano addirittura in posa.
Dopo questa esperienza ritornare a Tondo era come tornare nel lusso, sembrava tutto di colpo più pulito, più vivibile. Un'esperienza molto simile l'abbiamo avuta ad Happyland, altra zona depressa di Tondo, dove anche lì, migliaia di persone vivono in condizioni pietose.
A cavallo delle due settimane, Padre Carlo ha pensato bene di prenotarci tre giorni in un'isoletta a due ore da Manila, sia per beneficiare un po' del viaggio di nozze che per farci vedere le bellezze naturali delle Filippine e la diversità di paesaggi che si possono trovare.
Era un posto da sogno: sole, spiaggia bianca, mare di un azzurro intenso, pochi turisti, servizio impeccabile, pulizia e igiene ovunque.
Ci siamo sicuramente rilassati e trovati bene ma ci siamo anche resi conto che quello che si respirava era solo finzione, che i camerieri ci sorridevano perché erano pagati per farlo, che era tutto costruito e accomodato per gli stranieri che, come noi, cercavano qualche giorno di svago pagando caro ogni servizio e sperperando i propri soldi.
Adesso, rientrati a casa, non possiamo far altro che pensare con affetto sincero e nostalgia a tutto quello che abbiamo visto - sentito - odorato a Tondo e nelle zone limitrofe.
Ora quando parenti e amici ci chiedono com'è andata, la cosa che spontaneamente ci esce di bocca è dire che è stata un'esperienza positiva.
Dietro a queste parole però non vogliamo nascondere che è stato un viaggio duro, dal punto di vista sia fisico (caldo e umidità ai quali non siamo abituati) che morale. Duro perché spesso e volentieri ci siamo trovati di fronte a delle condizioni per noi inaccettabili, davanti alle quali ci siamo sentiti impotenti.
Abbiamo capito che siamo davvero fortunati di essere nati in Europa, che le cose che possediamo sono spesso superflue, che accade di mettere in secondo piano tanti valori importanti della vita e soprattutto che povertà non è sinonimo di lamento, delinquenza o tristezza... anzi. La cosa che sicuramente porteremo sempre nel cuore è il sorriso dei Filippini, piccoli e grandi.
Un grazie di cuore a tutti.
Luca Piovesan e Monica Ceccato
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 Luca e Monica con P. Carlo tra i ragazzi di Tondo
 Luca tra le case di "Happy Land"
 "Aroma" la montagna dei rfiuti
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