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da "IL FOGLIETTO" ANNO 77 - N.4 - Ottobre-Dicembre 2008

Visita in India e Filippine

L'ultima tappa della visita canonica era la delegazione delle filippine. Ma siccome l'occasione fa l'uomo ladro ..., ho voluto approfittare del visto indiano (in scadenza al 15 ottobre) per fare una sosta anche in India e vedere di persona la nuova realtà della nostra casa di Accoglienza per ragazzi, il "Fr. Angelo Pasa Ashram", come campeggia scritto in maharati sul cancello di entrata.
"Ashram" significa comunità, casa comune. Ed è questo che si è realizzato, dopo tante fatiche, a Vasai, tra le colline in località Rajvoli, grazie all'aiuto di tanti amici e benefattori italiani. L'aiuto più consistente è venuto dalla Comunità di Lavis che ha saputo coinvolgere la parrochia e soprattutto l'oratorio, i vari gruppi e realtà presenti, in una gara di solidarietà che ancora continua. A tutti gli amici lavisani, e a tutti i benefattori della missione indiana va dedicato questo traguardo.
L'opera di accoglienza sta muovendo i primi passi. Dal giugno scorso venti ragazzini della scuola elementare - di età compresa dai 9 ai 13 anni - sono scorazzano nella grande e ariosa casa. Dovreste vederli in refettorio!
Abbastanza autosufficienti e abituati a lavorare, si risistemano la stuoia sulla quale dormono di notte; vanno a scuola presso le Elementari governative del villaggio; si lavano piatti e stoviglie dopo i pasti a base di abbondante riso e chapati con verdure coltivate anche nell'orto da p. Vitthal; studiano e fanno i loro compiti seduti per terra (ma siamo in attesa dei banchi); fanno ginnastica e giocano a criket nel campo da gioco sorvegliati da Prakash, il giovane insegnate che sta facendo esperienza della nostra vita. Insomma, si sente e si vede che la casa è animata da questi marmocchi.
Anche il padre generale vuole fare qualcosa per questi ragazzi e mette a frutto le sue abilità. In cucina si mette ai fornelli e valorizza le salutari papaie del giardino per preparare anche qui a Vasai la sua famosa marmellata di papaia. Basti per tutti il giudizio del piccolo Nilesh chiamato a fare da assaggiatore: "father, beautiful!" esclama con tutto l'inglese che sa. La sera stessa tutti degustano la "home made papaia jam" con abbondanti spalmate sul morbido chapati.
Non guasterebbe un taglio generale dei capelli. Del resto in casa non mancano gli strumenti e si risparmia sulle spese di barbiere. I ragazzini fanno a gara per passare sotto le forbici dell'illustre (e gratuito!) barbiere. Uno ad uno hanno il look rifatto. Ne approfitta anche p. Vitthal.
I giorni della visita passano presto e p. Vithal vuole approfittarne per mettere a punto l'arredamento della nuova Cappella e la grotta di Lourdes. Così finalmente domenica 28 settembre vi celebriamo la prima Messa nella chiesa che dedichiamo alla Madre della Carità e a S. Maddalena. Alla celebrazione partecipano alcuni collaboratori e tutti i ragazzi. Finalmente anche Gesù Eucaristia abita stabilmente in questa casa.
Ma il momento più suggestivo è stato l'inaugurazione della Grotta di Lourdes costruita nel giardino.
Voluta e disegnata dal padre Generale per ricordare il 150° delle Apparizioni di Lourdes, vuole essere un atto di amore a Maria, un richiamo a tutti della sua presenza materna e benedicente su questa casa e sulla sua missione per i più piccoli. Così la sera di lunedì, con le Sorelle Canossiane di Manikpur accompagnate dalla Vicaria Sr. Lily, invitate speciali, si organizza una semplice processione aux flambeaux fino alla grotta. Dopo un momento di preghiera e alcune parole del p. Generale, i ragazzi sistemano le loro luci tra i sassi della grotta. La festa continua a cena con il gelato per tutti offerto dal p. Generale. "Padre, quando facciamo ancora la festa delle luci?" mi chiede il giorno dopo uno dei ragazzi.
"Not going, father!" (padre, non andare via) mi ripetono quasi in coro, al momento dei saluti. Non so se è per la marmellata di papaia, per il taglio capelli gratis o per il gelato e la cioccolata che hanno visto con l'arrivo del p. Generale. Certo è che non è facile salutare questi marmocchi e riprendere la via dell'aeroporto lasciando con loro i padri Vitthal e Pierantonio, con i due aspiranti Clayton e Prakash. Ma è la gioia e la croce del p. Generale!

FILIPPINE
Il 1 ottobre all'una di notte parte da Mumbai il mio volo della Jeet Airways per Hong Kong. Da lì, la partenza con volo Philippine Airlines per Manila dove arrivo puntuale nel pomeriggio e incontro p. Adriano che mi attende all'esterno dell'aeroporto e mi accompagna in seminario. Lì sono accolto dal solito gradito coro dei nostri seminaristi. Il clima è caldo e afoso, ma sopportabile e dopo un po' breve riposo, il giorno successivo, comincio i colloqui con i giovani religiosi della nostra casa di formazione. Anche nelle Filippine una sfida della formazione è iniziare le nuove vocazioni a vivere una comunità internazionale, fondare le motivazioni vocazionali in una solida vita di fede, fare un significativo passaggio dalla famiglia di origine alla nuova appartenenza religiosa. Ma le speranze sono buone.
Il 3 ottobre siamo tutti inviatai a Calamba per il Bicentenario di fondazione delle Sorlle canossiane. Nella mattinata, ha luogo la celebrazione che ripercorre con creatività le cinque principale esperienza mistiche della Fondatrice.
Nel pomeriggio, l'arrivo dell'arcivescovo di Lipa solleva il p. Generale dall'impegno di presiedere la messa in inglese. Anche i nostri chierici hanno la possibilità di rivelare le loro doti creative con un volo di aquiloni (segno della libertà dello spirito missionario che ha animato Maddalena) ma anche nel momento delle danze di intrattenimento, e soprattutto nell'allestimento di uno stand che pubblicizza il famoso caffè prodotto dalla giovane cooperativa agricola nella parrocchia di Tala.
Altro giorno memorabile è il sabato 4 ottobre. Nel seminario di Quezon city ha luogo la professione perpetua di Joel e Clemente. Ben preparata, con buona partecipazione di padri, sorelle canossiane e di amici e giovani. Joel e Clemente dopo lunghi lunghi anni di formazione, consacrano a Dio la loro vita nella Congregazione.
Nel'omelia ho voluto rileggere i più suggestivi momenti della celebrazione di ieri: vivere appieno il carisma è il vero elisir di giovinezza, a vedere l'elasticità di Madre Maria Fracasso; è la vera danza che da eleganza alla vita; fa volare in alto nella libertà pur trattenendoci legati al filo del grande Conduttore; instilla in noi canossiani la capacità di prendersi cura di quel pezzettino di giardino che la Provvidenza ci ha affidato. E infine, ci da quella santa ostinazione e coraggio per rimanere perseveranti anche quando il nostro canto, per fatica o per povertà o per avversità, non è più così intonato. Per completare la festa, non poteva mancare il tradizionale lechon (porchetta) offerto per il pranzo dalla famiglia di Joel.
Finite le feste, inizia per me il tour de force delle visite e dei colloqui. Domenica 5 ottobre sono a Tondo per la Messa del mattino a Magsaysay e alle 18 a Nepo; ambedue sono concelebrate dai tre padri - Carlo, Giovanni e Alex - che lavorano in parrocchia e nel programma delle Adozioni a distanza. P. Carlo mi accompagna a visitare il terreno acquisito dove - con un grande aiuto della Provvidenza! - dovrebbe sorgere il nuovo centro parrocchiale di Tondo.
Il lunedì successivo, giornata un po' più fresca, riprendono i colloqui e le riunioni di verifica previste dalla visita canonica: la riunione di consiglio di delegazione. Un paio di giorni anche a Marikina sede del postulandato e noviziato. Qui incontra i religiosi, i quattro postulanti e il novizio Shyam. I laici Canossiani partecipano all'Eucaristia e offrono la cena. Giovedì 9 ottobre ci vede in partenza per Cagayan de Oro (Mindanao).
P. Adriano e p. Carlo. Mi accompagnano a visitare la nuova casa di formazione che viene inaugurata dall'Arcivescovo di Cagavan mons. Ledesma, intitolata a P. Angelo Pasa. Qui p. Ricky e p. Simples che seguono al momento 8 aspiranti di filosofia. Sotto l'esperta direzione di p. Simples, anche la nostra campagna nel Bukidnon promette bene e già dà riso in abbondanza. Il pensiero va riconoscente a tutti i benefattori che ci hanno regalato questa nuova casa. Ci auguriamo davvero che produca non solo riso e noci di cocco, ma soprattutto buoni aspiranti alla vita religiosa.
Il ritmo della visita canonica è serrato. Da manila la notte seguente si riparte per Samar.
Partiti alle 2.30 da casa, si arriva a Concepcion e e poi ad Jpapad nel pomeriggio dopo aver viaggiato per aereo, jeepney, barca. Nonostante le difficoltà di questo luogo nel cuore della giungla di Samar, non ancora raggiunto da strada e corrente elettrica, p. Vittorio e p. Edoardo, mantengono le posizioni e continuano la loro missione, soprattutto a beneficio dei ragazzi (attraverso la sponsorsheep e la scuola) e dei più poveri.
Il giorno seguente l'incontro con il nuovo Vescovo a Borongan, ci conferma la stima della diocesi e insieme i progetti e le prospettive per il futuro. E già siamo di nuovo a Tacloban per riprendere il volo per Manila. Giovedì e venerdì 16 e 17 ottobre è ancora dedicato alla comunità di Tondo. Un incontro cordiale con il Cardinale Rosales mi conferma la stima e l'amicizia per i nostri religosi e la loro opera a Tondo. Un saluto alle Canossiane di Paco, e in particolare a sr. Miguela, (ora deceduta) che tanto ci ha voluto bene. Riunioni utili e proficue con la comunità e alla sera con il Consiglio pastorale.
Venerdì 17 ottobre un'uscita ad Alfonso dove, grazie al considerevole contributo di benefattori italiani si è realizzato il progetto "Talita Kumi" a favore della gioventù più povera di Tondo. L'ambiente è confortevole e il clima piacevole. Ci voleva questo momento di relax e pure il p. generale cede alla tentazione di una pennichella pomeridiana all'ombra degli eucalipti.
Sabato e domenica sono riservati alla giovane missione di Tala sulle verdi pendici dei monti di Bataan. La vegetazione lussureggiante di manghi, cocco, caffè e banani, e di piante pregiate, e il clima mite nascondono i drammi e le povertà di questa regione dove il gioco d'azzardo, il traffico di droga, il latifondo e lo strapotere di poche famiglie fanno da padroni sulla povera gente e perfino sugli Aetas, polo azione indigena stremata dalla fame e dalla povertà. La stanchezza comincia a farsi sentire, ma la frutta gustosa, un buon letto nel nuovo conventino della comunità, e soprattutto l'accoglienza dei padri - Rey, Jerry e Joey - sono il toccasana per riprendere la marcia.
Domenica mattina, presiedo la S. Messa nella chiesa parrocchiale di St. Josephine Bakhita, cui segue la benedizione della nuova abitazione dei padri e l'incontro con il Consiglio pastorale. Prima di tornare a Manila, l'incontro cordiale con l'amico Vescovo Mons. Villegas che mi assicura sul buon funzionamento della comunità e della missione. Ma le brutte notizie arrivano anche qui ... e la notte seguente mi raggiunge la notizia che p. Augusto è stato investito ed è ricoverato in ospedale.
Ci avviamo alla conclusione della visita. Lunedì 20 e martedì 21 ottobre, nella casa di Quezon si tiene l'Assemblea generale di delegazione. Ho la possibilità di incontrare di nuovo insieme quasi tutti i confratelli, di parlare loro, indicare le linee di azione per il futuro, come pure di rispondere alle loro domande. Insieme concelebriamo l'Eucaristia che chiude ufficialmente la mia visita. Molto utile la riunione con i formatori nella quale si ribadisce la priorità della formazione per il futuro della delegazione.
Martedì 21 ottobre è l'ultimo giorno in Filippine. Al mattino sono a celebrare la messa nel noviziato delle Canossiane di San Juan. Ma ancora un momento di rilievo mi attende: alle 9 sono atteso a Tondo da p. Giovanni che con p. Carlo mi accompagna ad inaugurare una realizzazione del progetto Ginawa; nell'area di Katuparan ho l'onore di benedire e dare il via al nuovo asilo promosso dalla Associazione di Brescia "Una mano per i bambini". Sono presenti le maestre, e soprattutto i bambini, sistemati ai loro tavolini. Spero abbiano capito qualcosa del mio pregare in tagalog; ma ciò che importa è che in quest'area dimenticata da tutti abbiano il segno che Qualcuno si è ricordato di loro e ha pensato al loro futuro. Le foto di rito e lo snak completa la festicciola per questi piccoli i cui volti si allargano nel sorriso e salutano con un "maraming salamat po'!".
P. Carlo mi vuole per una visita veloce per salutare la M. provinciale; arriviamo in casa provincializia proprio nel compleanno di m. Laura Piazzesi, una madre che merita il nostro grazie. Nel pomeriggio l'ultimo impegno ufficiale: la riunione di Consiglio di Delegazione per tirare le conclusioni. E poi di corsa a a preparare le valige. Fa presto ad arrivare l'ora della levata e della partenza.
Alle 3.30 celebro la Messa, alle 5 siamo all'aeroporto. Il resto è quasi routine: Manila Hong Kong, e poi Francoforte e finalmente, Verona. Mi accorgo di essere arrivato quando apertasi la porta dell'aereo, sento il freddo pungente italiano e che non basta più il giacchetto che indosso. All'uscita mi aspettano Stefano e Ramil curioso di sentire qualcosa della sua patria, Grazie a Dio tutto andato bene anche questa volta.

p. Antonio Papa





La chiesa
La chiesa e la grotta di Luordes

















Esercizi ginnici
Esercizi ginnici

















In attesa dei banchi
In attesa dei banchi ...

















Buon appetito
Buon appetito!

















sul fiume Oras
In barca sul fiume Oras verso Jpapad

















Campo parrocchiale
Si gioca sul campo parrocchiale

















Asilo della Gioia
Il P. Generale benedice l'Asilo della Gioia

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